La pubblicazione è dedicata a tutti i lambrettisti, «amici vicini e lontani, di ogni età e sesso, di ogni stato e condizione, dagli idiomi più vari», a coloro che «portano il segno e la dimostrazione dell’operosità milanese e della tecnica italiana» (Giuseppe Lauro, Ai lambrettisti, 1949, n.1), a chi ha creduto nel progetto della Innocenti, capace di creare uno dei più moderni impianti di lavoro in serie per la produzione di motoscooter.
La pubblicazione è dedicata a tutti i lambrettisti, «amici vicini e lontani, di ogni età e sesso, di ogni stato e condizione, dagli idiomi più vari», a coloro che «portano il segno e la dimostrazione dell’operosità milanese e della tecnica italiana» (Giuseppe Lauro, Ai lambrettisti, 1949, n.1), a chi ha creduto nel progetto della Innocenti, capace di creare uno dei più moderni impianti di lavoro in serie per la produzione di motoscooter.
La rivista, numero dopo numero, propone ai suoi lettori diverse rubriche che coprono i loro possibili interessi o necessità.
Lambrettismo è costruita grazie alla documentazione copiosamente fornita dagli stessi lambrettisti a proposito della loro attività turistica e su come impiegano il proprio scooter. «Non ci sono ostacoli, né distanze, né cattiva condizione delle strade, né avversità atmosferiche che a un lambrettista che si rispetti possa impedire di andare col suo motoscooter dove va l’automobile». Si incoraggiava, inoltre, la collaborazione tra lambrettisti e concessionari Innocenti per l’organizzazione di gruppi legati dalla stessa passione, per rendere possibile un’attività turistica costante. A questo scopo, il Notiziario offriva anche, occasionalmente, itinerari di poco impegno per gite domenicali fuori porta.
Di segno diametralmente opposto Lambrettisti in giro per il mondo, che riportava le imprese di coloro che coprivano centinaia di chilometri, «dall’Artico alle piramidi». A partire dal 1950 la stessa Innocenti aveva patrocinato una gara con premi in denaro (il Concorso turistico internazionale) fra i proprietari – di qualunque nazionalità – di Lambrette che, nell’arco di quattro mesi, dal 1° luglio al 31 ottobre, avessero raggiunto le mete più lontane.
Lambrettotecnica illustrava, invece, con linguaggio piano e comprensibile, alcune delle caratteristiche tecniche adottate dalla Lambretta (il volano magnete, la candela d’accensione, il carburatore, i combustibili, i lubrificanti…).
Sui primi numeri compariva anche una rubrica di piccola posta, Lettere nel bauletto, che raccoglieva le domande dei lettori su come poter migliorare le prestazioni della propria Lambretta («Applicando il carrozzino alla Lambretta occorrono modifiche?», «È vero che si debbono usare candele diverse d’estate e d’inverno?», «Quali pratiche si devono svolgere per andare all’estero con la Lambretta?».
Particolare enfasi veniva riservata alle imprese sportive dello scooter, che si trattasse di gare di velocità o di regolarità.
Anche la vita dell’azienda era spesso portata sotto i riflettori: ampi reportage fotografici illustravano il lavoro della catena di montaggio dove nasceva la Lambretta; la capillare rete di assistenza dedicata ai clienti; l’esposizione alla Fiera di Milano, nel padiglione “Meccanica”, di un’imponete alesatrice-fresatrice costruita a Lambrate; la partecipazione alle principali fiere internazionali; le colonie estive per i bambini dei dipendenti Innocenti.
Sul finire degli anni Cinquanta una nuova rubrica, Lambretta varietà, celebrava lo scooter Innocenti come mezzo di trasporto utilizzato da personaggi del varietà e del teatro, divi del cinema ed eroi dello sport.